Sandro Mazzola ricordava spesso i momenti trascorsi con papà Valentino, raccontando il suo legame con il Toro
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Sandro Mazzola, ex calciatore e dirigente sportivo, figlio dell’indimenticabile leggenda granata Valentino. Sin da piccolo Sandro è stato legato ai colori granata: nelle interviste, rilasciate nel corso degli anni ai quotidiani (di cui in seguito vi riproponiamo dei passaggi) spesso ritornava a quel legame prematuramente spezzato con il capitano degli Invincibili.
“Mio papà mi portava agli allenamenti del Toro e mi facevano anche fare le partitelle di allenamento. Ero piccolo ma mi sembrava di essere un giocatore del Toro“. Nonostante calcisticamente sia stato legato all’Inter, il colore granata è sempre stato parte della sua vita, come quando ricordava “Un giorno arrivò un’offerta della Juventus. Ne parlai con mia madre, ma lei mi fermò subito: “Sia mai! Tuo padre si rivolterebbe nella tomba“.
Il legame con papà Valentino
Il legame con papà Valentino scomparso nella tragedia di Superga lasciò un vuoto nella vita di un bambino: “Avevo sei anni, cinque mesi e 23 giorni: tutti mi abbracciavano, io non capivo e cercavo facce amiche. Ero troppo piccolo per ricevere insegnamenti da papà, li ho conosciuti attraverso chi lo aveva conosciuto“. Quando poi sono diventato davvero un giocatore, ogni volta che tornavo a Torino mi sentivo come intronato: guardavo la basilica sulla collina e mi tremavano le gambe. Mi rivedevo bambino. Quando lo storico magazziniere Zoso mi portò nello spogliatoio del Filadelfia per mostrarmi l’armadietto di papà, mi misi a piangere. Per me, Valentino Mazzola era il cimitero, i fiori e le lacrime di mia mamma”.
Un cognome all’inizio ingombrante
Il nome di Valentino Mazzola diceva Sandro, è sempre andato oltre i colori, ricordando quando Giampiero Boniperti gli disse: “Sandrino, se dovessi fare una squadra, il primo che chiamerei sarebbe tuo papà“. “Gianni Brera mi disse che era stato il più grande giocatore italiano della storia. Anche per Boniperti era così”.
Nel corso della sua carriera il nome di Valentino lo ha sempre accompagnato, nonostante all’inizio fosse una presenza quasi ingombrante: “Quando mi hanno chiamato ‘campione’ per la prima volta, non ci credevo davvero. Anzi, ho guardato in cielo e ho pensato a lui, che era molto, molto più bravo di me. Per provare a paragonarmi a mio padre, ho dovuto lavorare sempre di più”. Questa definitiva consacrazione avvenne durante la finale di Coppa dei Campioni col Real, nella quale, dopo la vittoria Di Stefano gli consegnò la maglia e gli disse: “Sei degno di papà“.

Valentino e Sandro Mazzola
Campione e calcio di altri tempi che per fortuna ho vissuto
RIP Sandrino
Ah 1000 volte meglio la pubblicità delle bestemmie gratuite eh 😎
Le persone come Sandro e il suo mitico babbo erano invece fatte di tutta un’altra pasta e giustamente hanno lasciato solo bei ricordi che la morte non potrà minimamente cancellare ❤️
Fate fürb
Ma avete la dignità di levare le pubblicità almeno in questi articoli così profondamente toccanti?
Po rc o dio , anche la pubblicità dei goldoni , dio por co.
Impreco insieme a te e anche di più
Grazie, uniamoci in preghiera.
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